LISCIVA

Un’amica mi ha chiesto di spiegarle come si fa la lisciva e mi è venuta voglia di condividere quest’esperienza anche qui!
La mia avventura con la lisciva è iniziata da quando abitiamo a Ca’ Rudere: scaldiamo la casa con il termocamino e al primo inverno ci siamo ritrovati molta cenere da smaltire e ci siamo chiesti come poterla usare. Una parte l’abbiamo destinata alle piante e all’orto come concime e una parte si è rivelata un’ottima materia prima per la produzione di lisciva.
Appena ho scoperto che potevo autoprodurre un detergente naturale e con pochi elementi ho iniziato la sperimentazione!
Bisogna solo armarsi di pazienza: la procedura è semplice ma ci vuole un po’ di tempo per ottenere il prodotto finito.
Oltre al tempo serve cenere, acqua, una pentola di acciaio, un colino, un mestolo di legno e una garza. Si inizia setacciando con un colino da cucina la cenere per evitare che rimangano residui di legno. Poi si miscelano 1 parte di cenere con 5 parti di acqua nella pentola, si porta a bollore mescolando ogni tanto e si fa bollire a fuoco lento per due ore. La ricetta che ho seguito diceva che per capire quando la lisciva era pronta bisogna testarla con la punta della lingua. Se pizzica poco è pronta…la prima volta però non si ha un termine di riferimento e io nel dubbio l’ho fatta bollire ancora una ventina di minuti! A questo punto bisogna aspettare che le cose facciano il  proprio corso e far riposare il tutto almeno 12 ore 😉

Dopo una notte di decantazione il contenuto della pentola si separa in una pasta densa e grigia depositata sul fondo e in un liquido giallognolo ossia la lisciva. Non rimane che filtrare la lisciva con una garza e tenere da parte la pasta di cenere che si puo’ usare per lavare i piatti o i sanitari; è molto efficace bisogna solo superare lo scoglio del colore grigio che al momento fa un po’ effetto sporco sulla ceramica bianca ;-). La parte liquida deve essere filtrata e fatta decantare per altre 12 ore. In teoria andrebbe fatta decantare e filtrata fino alla trasparenza ma io al secondo passaggio mi sono accontentata!!!
A scuola ho sempre trascurato lo studio della chimica perchè non capivo a cosa mi potesse servire, ma per fortuna son finita a lavorare in un’azienda chimica per dieci anni e, anche se mi occupavo di comunicazione, un minimo di infarinatura di chimica me la sono fatta e mi è tornata molto utile proprio durante queste sperimentazioni!
La lisciva è alcalina, non va abbinata ad altri acidi come ad esempio l’acido citrico e, avendo un pH basico ha proprietà sgrassanti e detergenti e il suo impatto ambientale bassissimo.
In lavatrice la uso insieme al sapone di marsiglia ma è davvero versatile: per i pavimenti (1tappo in un secchio d’acqua), sanitari, fornelli e vetri. Per avere anche l’effetto igienizzante ho riempito uno spray di lisciva e aggiunto una decina di gocce di olio essenziale di teatree e così lo uso anche per i sanitari e il piano cottura!
Da quando ho approciato l’autoproduzione di lisciva il mio rapporto con i detersivi è cambiato: mi si è aperto un nuovo mondo!  Tra i vari vantaggi, oltre a sentirmi meglio con me stessa per aver abbassato il mio impatto ambientale nei confronti della terra in cui vivo, acquisto solo materie prime e la quantità di contenitori di plastica è drasticamente diminuita.

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